Ecco!
Guardo la televisione e mi sento di scrivere parole! Sono un cane.
Solo. Abbandonato a me stesso! Musica classica di sottofondo. Sono
adesso un topo, poi un gatto che rincorre la coda del topo. Un topo
gigante. Rosa. Colorato di rosa, il topo. Cioè io. E che non sono
mai stato così serio nel parlare. Nell'essere libero di scrivere e
parlare. Senza uno scopo di lucro.
Già, scrivere, anche male, ma
senza uno scopo di lucro. Solo per me stesso e per il mondo che
circonda le mie orbite. Volo sull'orbita di fuoco e aspetto un taxi
che passi a prendermi. Per portarmi chissà dove.
Dove c'è magari un
piccolo arcobaleno nero. Meglio colorato, sì avete ragione. Ma ora
scrivo sul foglio elettronico. Mi diletto in queste quattro righe.
Come una poesia mai scritta. Un soffio triste e demoniaco che splende
dentro l'anima. Una scossa. Un tumultuoso uragano di plastica. Che ne
penso dell'esistenza umana?
Domanda senza senso, oggi. Nessuno più
crede che l'uomo sia veramente quell'uomo che si specchiava nei
ruscelli di nylon. Nessuno. Siamo lì, che ci muoviamo per tirare
fuori qualcosa, un tozzo di pane, una giornata di lavoro rubacchiata
al mondo. Così stronzo, il mondo. Noi, lo stronzo lo tiriamo in
faccia alla realtà. Abbandoniamo l'essere umano al declino.
All'esistenza di falsi concetti.
Ma anche no! Forse, il brutto, è
che è tutta la realtà a catturare la nostra mente. E poi viaggio in
questo sfogo, in questo turbinio irrequieto e sconnesso di pensieri
strabici. Strano da vedere, il testo. Questo testo. Che nessuno
leggerà! O pochi leggeranno.
Ma oggi, ho capito che scrivere è
un'arte. Un'arte che non va pagata. Se si vuole sfiorare la luna, il
pensiero interiore, la libertà di parola. Libertà negata da tanta
informazione non ancora capita. Ma tutto è in continuo mutamento.
Anche se sembra fermo. Freddo plastico! Ed ora andate a nanna
bambini. Che siamo soli. E il sonno non perdona sbavature di nessun
tipo. Domani mi alzerò presto ed inizierò a lavorare, a pigiare
tasti sul computer, a ridere tra me e me per queste quattro parole
espanse, come polistirolo…
21/01/2016
FINE